Aggiornate le soglie di esposizione e rafforzati gli obblighi di monitoraggio e gestione del rischio per le aziende, con nuove indicazioni operative per la tutela dei lavoratori.
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La gestione dell’amianto rimane uno dei temi più delicati nella tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La presenza di materiali contenenti amianto in edifici, impianti e strutture realizzate prima degli anni ’90 comporta ancora oggi obblighi precisi di valutazione, controllo e gestione del rischio. Il quadro normativo e tecnico è in continua evoluzione e richiede a datori di lavoro, tecnici e consulenti un aggiornamento costante per garantire una gestione corretta e conforme. In questo contesto, il 2026 rappresenta un momento di particolare attenzione, con nuove indicazioni e orientamenti che rafforzano gli obblighi di monitoraggio, valutazione e gestione del rischio amianto negli ambienti di lavoro.
Cos’è l’amianto e perché rappresenta un rischio per la salute
L’amianto (o asbesto) è un gruppo di minerali naturali a struttura fibrosa che può suddividersi in fibre microscopiche facilmente inalabili. Tra le varietà più diffuse vi sono crisotilo, crocidolite e amosite.
Il rischio nasce quando i materiali contenenti amianto vengono danneggiati o deteriorati: le fibre si disperdono nell’aria, vengono inalate e possono accumularsi nei polmoni, provocando gravi patologie anche dopo molti anni.
Nuovo limite di esposizione all’amianto: riduzione del 90%
Una delle principali novità riguarda il Valore Limite di Esposizione Professionale (VLEP) per le fibre di amianto aerodisperse.
Dal 24 gennaio 2026 il limite viene ridotto in modo significativo:
Questa riduzione del 90% comporta un cambiamento sostanziale nella gestione del rischio e rende necessario per le aziende aggiornare le misurazioni ambientali, rivedere la valutazione del rischio e rafforzare le misure di prevenzione.
Analisi delle fibre: dal 2029 obbligatoria la microscopia elettronica
Con limiti di esposizione più bassi, le tecniche di analisi tradizionali mostrano limiti nella capacità di individuare le fibre più sottili.
Attualmente viene utilizzata la Microscopia Ottica in Contrasto di Fase (MOCF), ma questa metodologia non riesce a rilevare alcune fibre particolarmente sottili e potenzialmente più pericolose.
La normativa prevede quindi una fase transitoria fino al 20 dicembre 2029, durante la quale sarà ancora possibile utilizzare la microscopia ottica.
Dal 21 dicembre 2029 diventerà invece obbligatorio utilizzare tecniche più avanzate come:
Questi strumenti permettono di individuare fibre con dimensioni inferiori a 0,2 micrometri, garantendo analisi più precise.
Obbligo di verifica dell’amianto negli edifici costruiti prima del 1992
Le nuove disposizioni rafforzano anche le procedure di indagine preventiva negli edifici realizzati prima del 1992, anno del divieto di utilizzo dell’amianto in Italia.
Prima di lavori di manutenzione, ristrutturazione o demolizione, il datore di lavoro dovrà verificare la presenza di materiali contenenti amianto tramite:
Sorveglianza sanitaria e conservazione dei dati
La normativa rafforza anche gli obblighi legati alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ad amianto.
Tra le principali misure introdotte:
Questa misura è coerente con i lunghi tempi di latenza delle malattie correlate all’amianto, che possono manifestarsi anche dopo molti anni.
Cosa devono fare ora le aziende
Per adeguarsi alle nuove disposizioni le aziende dovranno:
· aggiornare la valutazione del rischio amianto;
· rivedere le misurazioni ambientali;
· aggiornare le procedure operative;
· programmare l’uso di tecniche di analisi più avanzate;
· garantire la tracciabilità della documentazione nel lungo periodo.
Il 2026 rappresenta quindi un passaggio importante nella gestione del rischio amianto nei luoghi di lavoro, con un rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo. Per aziende, consulenti e responsabili della sicurezza è fondamentale comprendere e applicare correttamente le nuove disposizioni.
Ferrarilearn rimane a disposizione per fornire informazioni e supporto tecnico in merito alla sorveglianza sanitaria e alla gestione dell’esposizione ad amianto nei luoghi di lavoro.