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Near Miss e D.L. 159/2025: nuovi obblighi per le imprese nella registrazione e analisi dei mancati infortuni

25/11/2025

Il D.L. 159/2025 introduce nuovi obblighi per le imprese nella gestione dei near miss: identificazione, tracciamento e analisi dei mancati infortuni. Una novità che rafforza prevenzione e cultura della sicurezza.

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Il Decreto-Legge n. 159/2025, recante “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”, è entrato in vigore il 31 ottobre 2025, introducendo un pacchetto di interventi che supera la semplice modifica normativa e punta a un sistema di sicurezza più preventivo, digitale e orientato ai comportamenti virtuosi.

Le novità riguardano quattro ambiti chiave:

  • rafforzamento del sistema di vigilanza e del quadro sanzionatorio;
  • valorizzazione delle condotte aziendali proattive;
  • monitoraggio digitale dei processi di sicurezza;
  • gestione obbligatoria dei near miss per le imprese con più di 15 dipendenti.

Proprio quest’ultimo punto rappresenta una delle modifiche più impattanti per il sistema aziendale.

 

Cosa prevede il D.L. 159/2025 sui near miss

I tre pilastri introdotti dal decreto:

1. Obbligo aziendale di identificare e analizzare i near miss

Le imprese dovranno:

  • rilevare gli eventi che avrebbero potuto generare un infortunio;
  • registrarli in modo sistematico;
  • analizzarli attraverso una procedura strutturata;
  • attivare misure correttive e preventive.

2.  Adozione di linee guida nazionali

Entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto Ministero del Lavoro e INAIL dovranno pubblicare le linee guida ufficiali che definiranno:

  • metodi di identificazione dei near miss;
  • criteri di tracciamento;
  • modelli di analisi strutturata;
  • indicatori utili per la classificazione degli eventi.

3. Decreto ministeriale con modalità operative

Con un successivo decreto verranno stabilite:

  • modalità di comunicazione dei dati aggregati sui near miss;
  • procedure per trasmettere le azioni correttive adottate dall’azienda;
  • criteri per predisporre un monitoraggio nazionale dei mancati infortuni;
  • utilizzo dei dati per sviluppare programmi formativi e misure di sostegno tecnico per le imprese.

 

Perché i near miss diventano così importanti?

Il legislatore riconosce che il mancato infortunio non è “un non-evento”, ma un segnale di rischio reale.

Un near miss è un evento che non ha provocato danno per un fattore fortuito, ma che avrebbe potuto generarlo.

Il D.L. 159/2025 mira a spostare il sistema sicurezza da un approccio reattivo (intervenire dopo l’infortunio) a un approccio predittivo e proattivo (intervenire prima dell’infortunio)

A livello nazionale, un sistema di raccolta dati sui near miss permetterà a INAIL e Ministero di:

  • identificare settori e reparti più esposti;
  • programmare interventi tecnici mirati;
  • finanziare iniziative formative e di prevenzione;
  • sviluppare indicatori predittivi degli infortuni.

 

Cosa devono fare le imprese già da ora

1. Definire un sistema interno di segnalazione

Serve una procedura aziendale chiara che permetta:

  • ai lavoratori di segnalare un near miss,
  • ai preposti di validare l’evento,
  • all’RSPP di analizzarlo e classificarlo.

2. Identificare le tipologie più frequenti di near miss

Ogni settore ha “quasi incidenti” ricorrenti:

  • scivolamenti,
  • urti e schiacciamenti,
  • quasi cadute dall’alto,
  • near miss elettrici,
  • errori procedurali,
  • uso improprio di attrezzature.

Mappare le ricorrenze permette di migliorare la prevenzione.

3. Definire un processo di analisi strutturata

Ogni near miss dovrebbe rispondere alle seguenti domande:

  • cosa è accaduto?
  • perché non è avvenuto il danno?
  • quali condizioni hanno favorito il quasi incidente?
  • cosa sarebbe potuto accadere?
  • qual è la misura correttiva da adottare?

 4. Creare un sistema di raccolta e aggregazione dati

Il decreto prevede la futura comunicazione dei dati aggregati relativi ai near miss.

Le aziende devono quindi prepararsi con:

  • registri strutturati,
  • indicatori numerici,
  • classificazione per luogo, ora, reparti, rischi.

5. Sensibilizzare e formare i lavoratori

La cultura della segnalazione è la parte più difficile.

Serve formazione su:

  • cosa è un near miss,
  • perché segnalarlo,
  • perché non si tratta di una “colpa”,
  • come funziona la procedura aziendale.

6. Valutare l’adozione di modelli gestionali e certificazioni

I sistemi di gestione (ISO 45001) aiutano a:

  • strutturare processi,
  • gestire indicatori,
  • dimostrare condotte virtuose,
  • rispondere ai requisiti del decreto.

 

In conclusione

Il D.L. 159/2025 introduce un cambiamento culturale prima ancora che normativo: il near miss diventa un elemento obbligatorio e centrale per la prevenzione degli infortuni.

Le aziende dovranno dotarsi di strumenti di analisi, sistemi digitalizzati, competenze tecniche e processi interni strutturati per rispondere ai nuovi obblighi.

 

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  • formare lavoratori, preposti e dirigenti sui near miss,
  • integrare i nuovi obblighi nel DVR e nei sistemi di gestione,

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