Con il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione sicurezza, cresce l’attenzione sulla formazione preventiva dei lavoratori. Ecco cosa prevede la normativa e come devono organizzarsi le aziende.

La formazione dei lavoratori rappresenta uno degli obblighi fondamentali previsti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro. Nel 2026 il tema è tornato al centro dell’attenzione di aziende, consulenti e enti di formazione, soprattutto alla luce del nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Uno dei principi che emerge con maggiore chiarezza è che la formazione deve essere svolta prima che il lavoratore inizi effettivamente l’attività lavorativa. Questo aspetto, in realtà già presente nel quadro normativo, assume oggi un ruolo ancora più centrale anche alla luce dell’orientamento degli organi di vigilanza.
Cosa prevede la normativa sulla formazione dei lavoratori
Il riferimento principale resta l’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008, che stabilisce l’obbligo per il datore di lavoro di assicurare una formazione adeguata e sufficiente a tutti i lavoratori in materia di salute e sicurezza. La formazione deve essere erogata in momenti specifici della vita lavorativa, tra cui:
La legge stabilisce inoltre due principi molto chiari: la formazione deve essere svolta durante l’orario di lavoro e senza costi per il lavoratore. Il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione, che entrerà pienamente a regime dopo il periodo transitorio previsto fino al 2026, rafforza ulteriormente il concetto di formazione preventiva rispetto all’esposizione ai rischi.
Formazione prima di iniziare a lavorare: perché è un tema centrale
Nel corso degli anni molte aziende hanno interpretato l’obbligo formativo organizzando i corsi anche diverse settimane dopo l’assunzione, spesso facendo riferimento alla prassi dei 60 giorni. Oggi però l’orientamento normativo e ispettivo è sempre più chiaro: il lavoratore dovrebbe ricevere la formazione prima di svolgere attività lavorativa che comporti esposizione ai rischi della mansione. Questo principio è particolarmente importante perché i primi giorni di lavoro rappresentano statisticamente uno dei momenti con maggiore probabilità di infortunio. Un lavoratore che non conosce i rischi specifici dell’ambiente di lavoro, le procedure di sicurezza o l’utilizzo corretto delle attrezzature può trovarsi più facilmente in situazioni pericolose. Per questo motivo la formazione iniziale non deve essere vista come un semplice adempimento burocratico, ma come uno strumento concreto di prevenzione.
Come devono organizzarsi le aziende
Alla luce delle indicazioni normative e delle nuove regole sulla formazione, le aziende devono prestare maggiore attenzione alla pianificazione dei corsi sicurezza per i nuovi lavoratori. Una buona pratica consiste nell’integrare la formazione nel processo di ingresso in azienda, inserendola tra le prime attività previste per il lavoratore. In molti casi la formazione può essere programmata prima dell’inizio effettivo dell’attività operativa, oppure nei primi giorni di lavoro prima dell’esposizione ai rischi. Un altro aspetto fondamentale riguarda la verifica della formazione già posseduta dal lavoratore. Non è raro che una persona abbia già frequentato corsi di formazione sulla sicurezza presso precedenti datori di lavoro. In questi casi è necessario controllare la validità degli attestati e verificare se la formazione è coerente con il livello di rischio e il codice ateco della nuova attività. Quando la formazione è valida e pertinente, può essere riconosciuta; in caso contrario sarà necessario organizzare un nuovo percorso formativo.
Attenzione ai lavoratori stagionali e ai contratti brevi
La gestione della formazione diventa ancora più delicata nei casi di lavoratori stagionali, contratti a termine o collaborazioni di breve durata. In questi contesti le aziende devono prestare particolare attenzione a programmare la formazione prima dell’inizio dell’attività lavorativa, evitando di rimandare il corso a momenti successivi. Questo aspetto è rilevante non solo dal punto di vista normativo, ma anche in caso di controlli da parte degli organi ispettivi o di eventuali infortuni sul lavoro.
La formazione come strumento di prevenzione
Negli ultimi anni il legislatore e gli enti di controllo stanno spingendo sempre di più verso una visione della formazione come elemento centrale del sistema di prevenzione aziendale. Un lavoratore che conosce i rischi presenti nel luogo di lavoro, le procedure di emergenza e le corrette modalità operative è infatti più consapevole e più preparato ad affrontare le attività quotidiane in sicurezza. Per questo motivo organizzare la formazione prima dell’inizio dell’attività lavorativa rappresenta non solo il modo più corretto per rispettare la normativa, ma anche una scelta efficace per migliorare la sicurezza all’interno dell’azienda.
Conclusione
Nel 2026 la gestione della formazione sulla sicurezza richiede una pianificazione sempre più attenta. Il principio della formazione preventiva rispetto all’esposizione ai rischi è ormai centrale nel sistema normativo e nelle attività di controllo. Per le aziende questo significa organizzare i corsi sicurezza in modo tempestivo, verificare la formazione già posseduta dai lavoratori e integrare il percorso formativo nei processi di ingresso in azienda. In questo modo la formazione non rimane un semplice obbligo di legge, ma diventa uno strumento concreto per ridurre i rischi e migliorare la cultura della sicurezza sul lavoro.