La nuova Classe L introduce un riferimento specifico per gli incendi da batterie al litio, un rischio emergente che richiede valutazioni dedicate, estintori adeguati e procedure antincendio coerenti con l’evoluzione tecnologica.

La crescente diffusione delle batterie agli ioni di litio sta introducendo nuovi scenari nella gestione della sicurezza antincendio. Oggi questi dispositivi sono presenti in moltissimi ambienti di lavoro: uffici, magazzini, officine, reparti produttivi, sistemi UPS, veicoli elettrici e impianti fotovoltaici con accumulo. Questa evoluzione rende necessario un aggiornamento dell’approccio alla prevenzione incendi. Gli incendi che coinvolgono batterie al litio, infatti, presentano caratteristiche diverse rispetto agli incendi tradizionali e richiedono valutazioni specifiche. In questo contesto si inserisce l’introduzione della nuova Classe di fuoco L, dedicata agli incendi da batterie al litio.
Che cos’è la Classe L
La Classe L nasce per distinguere gli incendi che coinvolgono batterie al litio dalle altre tipologie di fuoco tradizionalmente classificate. Con l’aggiornamento della norma tecnica ISO 3941:2026, relativa alle tipologie e alle caratteristiche degli estintori, vengono introdotti riferimenti specifici per questa tipologia di incendio. Parallelamente, è atteso l’aggiornamento della UNI EN 2:2005, norma di riferimento per la classificazione dei fuochi, che attualmente non include ancora formalmente la Classe L. Si tratta di un passaggio importante perché, fino a oggi, gli incendi da batterie al litio venivano spesso gestiti per analogia con altre classi di fuoco. La nuova classificazione permette invece di riconoscere la specificità tecnica di questo rischio e di valutarlo con maggiore coerenza.
Perché gli incendi da batterie al litio sono diversi
Gli incendi che coinvolgono batterie al litio possono avere dinamiche particolarmente critiche. Uno degli aspetti più rilevanti è il fenomeno del thermal runaway, o fuga termica. La fuga termica può portare la batteria a sviluppare autonomamente calore ed energia, generando temperature molto elevate, emissione di gas infiammabili e rapida propagazione dell’incendio. Un ulteriore elemento di criticità è il rischio di riaccensione, anche dopo uno spegnimento apparentemente riuscito. Per questo motivo, gli incendi da batterie al litio non possono essere considerati incendi ordinari. È necessario valutare le condizioni di utilizzo, ricarica, stoccaggio e manutenzione delle batterie, oltre all’eventuale presenza di dispositivi danneggiati, surriscaldati o conservati in modo non corretto. Anche i mezzi di estinzione devono essere valutati con attenzione: gli estintori tradizionali potrebbero non risultare sempre efficaci per questa specifica tipologia di incendio.
Dove può essere presente il rischio in azienda
Il rischio legato alle batterie al litio non riguarda solo aziende tecnologiche o impianti industriali complessi. In molti casi è già presente in attività ordinarie, anche se non sempre viene considerato in modo specifico nella valutazione antincendio. Nei magazzini e nella logistica, il rischio può derivare da carrelli elevatori, transpallet elettrici e dispositivi di movimentazione alimentati a batteria. Nelle officine e nei reparti produttivi sono sempre più diffusi utensili portatili ricaricabili e attrezzature elettriche. Negli uffici il rischio può essere collegato a laptop, smartphone, tablet, powerbank e altri dispositivi elettronici. Occorre inoltre considerare i sistemi UPS, i veicoli elettrici aziendali e gli impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo, sempre più presenti anche in ambito industriale. La presenza di questi dispositivi rende opportuno un controllo specifico, soprattutto nelle aree di ricarica, deposito o utilizzo continuativo.
Cosa devono fare le aziende
L’introduzione della Classe L richiama le aziende alla necessità di aggiornare la propria valutazione del rischio incendio. Il primo passo consiste nel verificare se all’interno dell’attività siano presenti batterie al litio, dove siano collocate, in che quantità e con quali modalità vengano utilizzate, ricaricate o stoccate. Questa analisi consente di capire se le misure di prevenzione e protezione già adottate siano adeguate al rischio effettivamente presente. In alcuni casi può essere necessario integrare il Documento di Valutazione dei Rischi, aggiornare la valutazione antincendio, verificare l’idoneità dei mezzi di estinzione disponibili e definire indicazioni operative per la gestione delle emergenze. Anche la formazione del personale ha un ruolo importante. I lavoratori devono essere consapevoli delle caratteristiche degli incendi da batterie al litio, dei segnali di possibile malfunzionamento e delle corrette procedure da seguire in caso di anomalia o principio di incendio.
Un aggiornamento importante per la prevenzione incendi
La nuova Classe di fuoco L rappresenta un passaggio significativo nell’evoluzione della sicurezza antincendio. Non si tratta solo di una nuova classificazione, ma di un modo più preciso per riconoscere e gestire un rischio ormai diffuso negli ambienti di lavoro. Per le aziende, questo significa adottare un approccio più consapevole: individuare la presenza di batterie al litio, valutare le condizioni di utilizzo, verificare l’adeguatezza dei presidi antincendio e aggiornare, quando necessario, la documentazione di sicurezza.
Riconoscere la specificità degli incendi da batterie al litio permette di migliorare la prevenzione, ridurre l’esposizione al rischio e affrontare in modo più efficace eventuali situazioni di emergenza.